Rassegna Stampa

"Era meglio Scajola che il vuoto"

lorenzo alla festada Il Secolo XIX del 28 agosto 2010

di Samuele Cafasso

Lorenzo Basso dice di non rimpiangere Claudio Scajola, «perché le persone si giudicano da quello che fanno, ma anche da quello che lasciano. Lui, come ministro dello Sviluppo economico, ci ha lasciato una politica industriale che è il nulla». Però, certo, «lui era meglio del vuoto attuale». E la Liguria, lancia l'allarme il segretario regionale Pd, è nell'occhio del ciclone: Tirrenia, Fincantieri, Finmeccanica, accordo per Cornigliano. Non c'è dossier su cui non sia richiesto un intervento del governo. «Ma da quattro mesi non c'è un ministro di riferimento e Berlusconi pensa agli affari suoi».
Partiamo da Ilva. Ieri la Regione ha stanziato un milione di euro per un altro mese di cassa in deroga per 550 persone. La crisi dell'acciaio pesa molto, e da tempo, anche sui contribuenti.
«Di fronte all'inerzia del governo, non si poteva fare altrimenti. La cassa in deroga è un sistema vecchio e che pesa molto sulle tasche dei contribuenti, è vero, ma è tutta responsabilità del governo non aver riformato gli ammortizzatori sociali per accompagnare alle misure di sostegno quelle di rilancio dell'economia».
I lavoratori dovevano rientrare in stabilimento due anni fa. Non pensa sia stato un errore l'accordo del 1999 poi rinnovato nel 2005? Tutti quelli spazi per la laminazione, quando forse si potevano trovare altre attività industriali ad alto valore aggiunto.

«È un giudizio fatto con il senno di poi, allora quella era la soluzione migliore. Ciò non toglie che oggi, in un quadro mutato, si possa e si debba ridiscutere quell'accordo. Anche sulle aree per fare spazio a nuovi insediamenti industriali, perché non si vive solo di terziario e turismo. Ma bisogna farlo a Roma, con il governo che sinora è stato il grande assente. Come, del resto, è stato assente sul caso Tirrenia».
Di privatizzazione si parla da anni. Perché non se ne è occupato il governo Prodi?
«Il governo Prodi non aveva i voti necessari per portare avanti le riforme necessarie al Paese. Questo governo i voti li aveva (ora non li ha più) ma non li ha usati per questo. Su Tirrenia non vorremmo rivedere la riedizione di Alitalia, con i debiti lasciati ai contribuenti e la polpa agli imprenditori privati. Stupisce, d'altronde, che il governo si sia mosso solo dopo la minaccia di uno sciopero che è stato revocato solo per responsabilità dei sindacati e dei lavoratori».
Ci sono altri lavoratori che non vivono momenti felici: Fincantieri affronta una crisi della navalmeccanica che è mondiale. In più il cantiere di Genova, sostiene la Fiom, sconta il pressing della Lega, che sarebbe più attenta a tutelare Monfalcone e Marghera che non lo stabilimento ligure.
«La Lega ha una cultura politica fatta di difesa del particolare che mal si adegua alle esigenze di una grande azienda. La responsabilità del governo è quella di non aver sostenuto il settore proprio mentre la Germania, i cui cantieri hanno sicuramente una tradizione minore della nostra, lo faceva. Rendendo così la crisi italiana ancora più acuta».
Anche per quanto riguarda Finmeccanica c'è chi teme una riorganizzazione fatta a spese della componente ligure.
«È la seconda realtà industriale del Paese e il centrodestra deve smetterla di considerarla semplicemente come un terreno di conquista per le nomine. Si pensi piuttosto a portare avanti una riorganizzazione che tuteli l'integrità aziendale, senza spezzettamenti perché tutto è strategico, compreso i settori dell'energia e del civile».
Che poi sono quelli dove sono presenti alcune delle realtà più radicate sul territorio ligure.

«Appunto, è un radicamento che va confermato. Perché fa parte della storia industriale di questa città. Non solo: qui ci sono le conoscenze, il know how per formare i futuri vertici del gruppo».

 

E Basso fa coraggio al PD. "Le liste civiche sono meteore"

basso assemblea_thumbDa La Repubblica, ed. Genova del 3 agosto 2010

Il segretario regionale: basta pessimismo, nell´ultimo anno siamo tornati a crescere

Sarà che Harry Potter, il soprannome che i giornalisti gli hanno affibbiato, gli dona molto. Ma quando Lorenzo Basso, segretario regionale del Pd grazie agli 88.900 elettori che hanno partecipato alle Primarie, parla di "forze oscure" è difficile non pensare a Voldemort, al Signore Oscuro.
«Chi le controlla? Chi c´è dietro? Queste Liste Civiche sono come una bella farfalla: vivono solo un giorno, quello delle elezioni. Ma prima, e dopo, stanno sottoterra, sono poco trasparenti. Partiti-lampo che non esistono e non esisteranno».
Due sindaci, prima Giuseppe Pericu e poi Marta Vincenzi, su Repubblica hanno suonato la sveglia.
«E hanno assolutamente ragione, entrambi. Beppe non è solo un Padre Nobile, è un Padre: nell´associazione per il Pd, all´inizio, eravamo in tre, Pericu, Zara ed io. Per me è un punto di riferimento assoluto. Dice Pericu: bisogna parlare, parlare, parlare. E Marta ha delineato benissimo il percorso: deve avvenire, in tempi brevi, e all´interno del partito. Alla luce del sole, proprio perché siamo un grande partito».
Traduciamo: Beppe Grillo è il nuovo Signore Oscuro?
«Ma mi faccia il piacere, macché Beppe Grillo, il ragionamento vale per tutte le Liste Civiche, per il senatore Enrico Musso come per chiunque voglia dare un nome proprio alla lista elettorale. Lo dice la parola stessa: una Lista Civica sta insieme perché ha un interesse settoriale. Nel piccolo comune c´è un gruppo di cittadini che vuole un ponte o una scuola e i partiti non si impegnano? Faranno bene quei cittadini a mettersi insieme e fare la Lista del Ponte. Ma nelle grandi realtà?».
Nelle grandi realtà c´è il Pd.

«Il partito è il luogo delle discussioni. Il partito è vivo. Sa cosa è cambiato, in questo anno che faccio il segretario? L´anno scorso giravi per le feste e vedevi solo volti terrorizzati, gente che scuoteva la testa e diceva "andiamo a perdere le elezioni". In questo anno non solo abbiamo dato radici al partito e costituito un nuovo gruppo dirigente, ma abbiamo vinto bene le elezioni regionali. Mentre tutto attorno vinceva la destra, qui vincevamo noi».
Il Pd è una casa di vetro, il Pdl un mondo putrefatto e le Liste Civiche un luogo dove si trama?
«Il Pd è frutto di un lavoro immenso, i circoli aperti tutti i giorni, le feste in ogni angolo della regione, con nuove sezioni che stiamo aprendo in molti luoghi di lavoro. E´ un partito che fa democrazia tutti i giorni e in modo trasparente, che mette assieme le forze storiche con quelle emergenti, che ogni giorno riesce a fare la sintesi fra interessi divergenti, i lavoratori che vogliono mantenere il posto e gli abitanti che non vogliono l´inquinamento, il diritto di pregare e quello di dormire la notte».
Pdl e Liste Civiche?
«La disgregazione del Pdl dimostra che, quella, era la Lista Civica Berlusconi. Tolto il leader, sotto non c´è niente. E in Liguria la liquefazione, caduto Scajola, è ancor più evidente. Mi domando come facciano gli elettori della Lega, che portano avanti rivendicazioni oggettivamente di destra ma che comunque sono concrete, a sentirsi rappresentati dall´imperatore miliardario? La realtà è che si aprono spazi clamorosi: c´è un ceto medio - commercianti, piccoli imprenditori - che si è fatto gabbare da Berlusconi e oggi lo abbandona al suo destino. Tocca a noi rispondere».
Appuntamento a settembre, alle feste?
«Appuntamento subito. Ieri ero a Campomorone, ieri l´altro a Savona, due giorni fa a Spezia, tutte le sere una festa, un dibattito. Vedo tanta gente che torna. Non solo a fare i turni ai ristoranti, ma anche a discutere. C´è un´aria nuova in cucina, la Liguria come sempre l´ha anticipata. A settembre, con tutti i soggetti, partendo ovviamente dal sindaco, disegneremo il futuro».
Basso, dicono che, come Prodi, lei abbia dalla sua una fortuna sfacciata, il famoso "fattore c".
«La fortuna non esiste. La fortuna - dice una massima - è quando il talento incontra l´occasione. Io lavoro, lavoro, lavoro e quello, magari, può essere un talento. Giusto?».
Giusto, signor Potter.

Raffaele Niri

 

Il Pd: "Giù le mani daIla scuola"

scuolada Il Corriere Mercantile del 31 maggio 2010

A poche ore dalla mobilitazione della scuola ligure contro il governo e nel giorno in cui i parlamentari del Partito Democratico hanno indetto, a livello nazionale, l'iniziativa "Tutti devono sapere", per conoscere la situazione in cui versa la scuola pubblica italiana, il gruppo regionale del Pd  lancia la sua offensiva contro i tagli all'istruzione dell'esecutivo.
Ieri, il capo-gruppo del Partito in Regione, Raffaella Paita, il segretario e consigliere ligure, Lorenzo Basso e il vice presidente dell'Assemblea legislativa, Michele Boffa, hanno presentato una mozione "sulla grave crisi della scuola in Italia, causata da una riforma che porterà ad un taglio a livello nazionale di 7.832 milioni di euro entro il 2012, a una riduzione di 87.341 posti nel personale docente e di 44.500 posti nel personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata)".
Uno scenario definito «preoccupante» dai tre esponenti del centrosinistra, che chiedono al presidente Burlando "di far pressione sul governo affinché intervenga in favore delle istituzioni scolastiche, per metterle in condizione di svolgere la propria azione educativa e di istruzione con le risorse necessarie, finanziarie e umane".
Boffa, Basso e Paita fanno appello alla Giunta affinché "apra un tavolo regionale sul tema della scuola con tutte le parti coinvolte", sollecitando in conferenza Stato Regioni, una discussione sui problemi della scuola, per realizzare un'adeguata iniziativa politica di eoutrasto e di elaborazione di una proposta alternativa.
"La scuola italiana - spiegano i tre consiglieri - è vittima, dal 2008 in poi, di una preoccupante politica di tagli, alle risorse e al personale. Gli effetti della riforma Tremonti - Gelmini si stanno manifestando in tutta la loro durezza: riduzioni di orario, accorpamento di classi sempre più numerose, riduzione del sostegno,  impossibilità di provvedere alle brutture essenziali per un'istituzione scolastica. Anche in un periodo di crisi e di necessario contenimento dei costi, la scuola deve rimanere un settore strategico su cui investire".
Ieri, intanto, i parlamentari liguri del Pd Roberta Pinotti e Mario Tullo hanno visitato (aderendo all'iniziativa nazionale del loro partito) alcune scuole genovesi come l'Istituto elementare Cantore di Sampierdarena, la media Barabino e il Nautico San Giorgio.
"Abbiamo trovato situazioni di eccellenza grazie al grande lavoro svolto dagli insegnanti - hanno raccontato i due parlamentari - . Ma a pesare su tutte queste scuole sono i crediti con lo Stato e gli accorpamenti voluti dal governo".

   

"La manovra del governo? Negata la crisi ed ora il federalismo dei tagli"

da Il Corriere Mercantile del 28 maggio 2010

"Il governo ci aveva promesso il federalismo fiscale e invece ci ha regalato il federalismo dei tagli". Lorenzo Basso, segretario regionale del Pd  e Raffaella Paita, capogruppo in Regione, commentano la manovra finanziaria: "La logica di Berlusconi e il suo esecutivo è totalmente irrazionale. Si è negata la crisi fino all'ultimo per arrivare, poi, al varo di una manovra ancora una volta iniqua e strutturalmente inadeguata ad affrontare i problemi  del Paese.
I tagli previsti alle Regioni determineranno un collasso del sistema di protezione sociale. Ad essere penalizzati saranno settori nevralgici nella vita dei cittadini liguri: scuola, asili nido, trasporti, ambiente e impresa".
"In Liguria poi c'è da aggiungere a questo triste elenco anche il tema della sanità con il paradosso che, dopo essere stati tra i pochi ad aver risanato i conti, ci ritroviamo con nuovi tagli che ci riportano all'anno zero. In gioco c'è il rapporto fiduciario con  i cittadini ai quali abbiamo chiesto sacrifici che , per colpa di questo Governo, rischiano di  non essere serviti a nulla. La verità è che non si avverte traccia della rotta e della strategia di lungo periodo. Navigano a vista e, al solo scopo di fare cassa, mettono cinicamente in ginocchio proprio le regioni e le autonomie locali".
"In un momento come questo - continuano i due dirigenti del Partito Democratico ligure - nel quale dovrebbe prevalere un alto tasso di responsabilità per il bene generale anziché unire dividono il Paese e scaricano le loro responsabilità sui territori. Altro che federalismo! Anche il governo spagnolo ha varato una manovra pesante, ma ha approvato, contestualmente, l'autonomia finanziaria dei porti. Un esempio importante per dire che affrontare la crisi significa anche una grande opportunità per ripensare al modello generale di sviluppo".


 

Piace al PD la legge con doppia preferenza

scheda elettorale da Il Corriere Mercantile e La Stampa del 20 maggio 2010

Il capogruppo regionale del Partito Democratico Raffaella Paita e il segretario regionale Lorenzo Basso hanno raccolto l'idea lanciata ieri dai presidente della Giunta Claudio Burlando durante il dibattito sul programma della Giunta di varare anche in Liguria una legge elettorale che garantisca la piena rappresentatività nel Consiglio regionale di uomini e donne. Oggi nell'Assemblea regionale le donne sono soltanto sei su quaranta consiglieri.

"Questa legislatura - affermano Paita e Basso - dovrà inevitabilmente affrontare anche il nodo della riforma della legge elettorale. Martedì, il presidente Burlando ha lanciato la sfida di una nuova legge che introduca il principio della pariteticità delle rappresentanza di genere attraverso le due preferenze. E un obiettivo di civiltà sul quale ragioneremo approfonditamente. Ci sono Regioni che hanno già scelto questa strada. Assieme a questo, dobbiamo accompagnare l'obiettivo diabrogare il listino".
"Abbiamo il tempo necessano per poter approfondire le varie posizioni e arrivare ad una nuova legge che sia maggiormente rappresentativa delle istanze territoriali e promuova le pari opportunità e più donne nelle istituzioni regionali - hanno aggiunto i consiglieri - . Non è infatti un momento felice per le donne italiane. Mentre in tutto il mondo conquistano spazi e contano sempre di più, da noi il tempo sembra essersi fermato. La riforma delle istituzioni e il progresso culturale nel nostro Paese devono andare di pari passo. Noi, in Liguria, abbiamo l'occasione per coniugarlo".

   

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Video Primarie 09

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