E Basso fa coraggio al PD. "Le liste civiche sono meteore"
Il segretario regionale: basta pessimismo, nell´ultimo anno siamo tornati a crescere
Sarà che Harry Potter, il soprannome che i giornalisti gli hanno affibbiato, gli dona molto. Ma quando Lorenzo Basso, segretario regionale del Pd grazie agli 88.900 elettori che hanno partecipato alle Primarie, parla di "forze oscure" è difficile non pensare a Voldemort, al Signore Oscuro.
«Chi le controlla? Chi c´è dietro? Queste Liste Civiche sono come una bella farfalla: vivono solo un giorno, quello delle elezioni. Ma prima, e dopo, stanno sottoterra, sono poco trasparenti. Partiti-lampo che non esistono e non esisteranno».
Due sindaci, prima Giuseppe Pericu e poi Marta Vincenzi, su Repubblica hanno suonato la sveglia.
«E hanno assolutamente ragione, entrambi. Beppe non è solo un Padre Nobile, è un Padre: nell´associazione per il Pd, all´inizio, eravamo in tre, Pericu, Zara ed io. Per me è un punto di riferimento assoluto. Dice Pericu: bisogna parlare, parlare, parlare. E Marta ha delineato benissimo il percorso: deve avvenire, in tempi brevi, e all´interno del partito. Alla luce del sole, proprio perché siamo un grande partito».
Traduciamo: Beppe Grillo è il nuovo Signore Oscuro?
«Ma mi faccia il piacere, macché Beppe Grillo, il ragionamento vale per tutte le Liste Civiche, per il senatore Enrico Musso come per chiunque voglia dare un nome proprio alla lista elettorale. Lo dice la parola stessa: una Lista Civica sta insieme perché ha un interesse settoriale. Nel piccolo comune c´è un gruppo di cittadini che vuole un ponte o una scuola e i partiti non si impegnano? Faranno bene quei cittadini a mettersi insieme e fare la Lista del Ponte. Ma nelle grandi realtà?».
Nelle grandi realtà c´è il Pd.
«Il partito è il luogo delle discussioni. Il partito è vivo. Sa cosa è cambiato, in questo anno che faccio il segretario? L´anno scorso giravi per le feste e vedevi solo volti terrorizzati, gente che scuoteva la testa e diceva "andiamo a perdere le elezioni". In questo anno non solo abbiamo dato radici al partito e costituito un nuovo gruppo dirigente, ma abbiamo vinto bene le elezioni regionali. Mentre tutto attorno vinceva la destra, qui vincevamo noi».
Il Pd è una casa di vetro, il Pdl un mondo putrefatto e le Liste Civiche un luogo dove si trama?
«Il Pd è frutto di un lavoro immenso, i circoli aperti tutti i giorni, le feste in ogni angolo della regione, con nuove sezioni che stiamo aprendo in molti luoghi di lavoro. E´ un partito che fa democrazia tutti i giorni e in modo trasparente, che mette assieme le forze storiche con quelle emergenti, che ogni giorno riesce a fare la sintesi fra interessi divergenti, i lavoratori che vogliono mantenere il posto e gli abitanti che non vogliono l´inquinamento, il diritto di pregare e quello di dormire la notte».
Pdl e Liste Civiche?
«La disgregazione del Pdl dimostra che, quella, era la Lista Civica Berlusconi. Tolto il leader, sotto non c´è niente. E in Liguria la liquefazione, caduto Scajola, è ancor più evidente. Mi domando come facciano gli elettori della Lega, che portano avanti rivendicazioni oggettivamente di destra ma che comunque sono concrete, a sentirsi rappresentati dall´imperatore miliardario? La realtà è che si aprono spazi clamorosi: c´è un ceto medio - commercianti, piccoli imprenditori - che si è fatto gabbare da Berlusconi e oggi lo abbandona al suo destino. Tocca a noi rispondere».
Appuntamento a settembre, alle feste?
«Appuntamento subito. Ieri ero a Campomorone, ieri l´altro a Savona, due giorni fa a Spezia, tutte le sere una festa, un dibattito. Vedo tanta gente che torna. Non solo a fare i turni ai ristoranti, ma anche a discutere. C´è un´aria nuova in cucina, la Liguria come sempre l´ha anticipata. A settembre, con tutti i soggetti, partendo ovviamente dal sindaco, disegneremo il futuro».
Basso, dicono che, come Prodi, lei abbia dalla sua una fortuna sfacciata, il famoso "fattore c".
«La fortuna non esiste. La fortuna - dice una massima - è quando il talento incontra l´occasione. Io lavoro, lavoro, lavoro e quello, magari, può essere un talento. Giusto?».
Giusto, signor Potter.
Raffaele Niri
Il Pd: "Giù le mani daIla scuola"
da Il Corriere Mercantile del 31 maggio 2010
A poche ore dalla mobilitazione della scuola ligure contro il governo e nel giorno in cui i parlamentari del Partito Democratico hanno indetto, a livello nazionale, l'iniziativa "Tutti devono sapere", per conoscere la situazione in cui versa la scuola pubblica italiana, il gruppo regionale del Pd lancia la sua offensiva contro i tagli all'istruzione dell'esecutivo.
Ieri, il capo-gruppo del Partito in Regione, Raffaella Paita, il segretario e consigliere ligure, Lorenzo Basso e il vice presidente dell'Assemblea legislativa, Michele Boffa, hanno presentato una mozione "sulla grave crisi della scuola in Italia, causata da una riforma che porterà ad un taglio a livello nazionale di 7.832 milioni di euro entro il 2012, a una riduzione di 87.341 posti nel personale docente e di 44.500 posti nel personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata)".
Uno scenario definito «preoccupante» dai tre esponenti del centrosinistra, che chiedono al presidente Burlando "di far pressione sul governo affinché intervenga in favore delle istituzioni scolastiche, per metterle in condizione di svolgere la propria azione educativa e di istruzione con le risorse necessarie, finanziarie e umane".
Boffa, Basso e Paita fanno appello alla Giunta affinché "apra un tavolo regionale sul tema della scuola con tutte le parti coinvolte", sollecitando in conferenza Stato Regioni, una discussione sui problemi della scuola, per realizzare un'adeguata iniziativa politica di eoutrasto e di elaborazione di una proposta alternativa.
"La scuola italiana - spiegano i tre consiglieri - è vittima, dal 2008 in poi, di una preoccupante politica di tagli, alle risorse e al personale. Gli effetti della riforma Tremonti - Gelmini si stanno manifestando in tutta la loro durezza: riduzioni di orario, accorpamento di classi sempre più numerose, riduzione del sostegno, impossibilità di provvedere alle brutture essenziali per un'istituzione scolastica. Anche in un periodo di crisi e di necessario contenimento dei costi, la scuola deve rimanere un settore strategico su cui investire".
Ieri, intanto, i parlamentari liguri del Pd Roberta Pinotti e Mario Tullo hanno visitato (aderendo all'iniziativa nazionale del loro partito) alcune scuole genovesi come l'Istituto elementare Cantore di Sampierdarena, la media Barabino e il Nautico San Giorgio.
"Abbiamo trovato situazioni di eccellenza grazie al grande lavoro svolto dagli insegnanti - hanno raccontato i due parlamentari - . Ma a pesare su tutte queste scuole sono i crediti con lo Stato e gli accorpamenti voluti dal governo".
da Il Secolo XIX del 28 agosto 2010
da Il Corriere Mercantile e La Stampa del 20 maggio 2010