Congresso PD 09
Mozione Liguria
Mozione Basso per la Liguria
Insieme con passione, competenza e coraggio
mozione a sostegno della candidatura di Lorenzo Basso alla Segreteria regionale del Partito Democratico della Liguria

Costruire una prospettiva per questa regione, affrontare le sfide presenti in questo territorio, chiama oggi in campo, anche in Liguria, la grande politica, la politica che sa indicare un orizzonte, che parte dai territori e dalle persone e che induce un nuovo modo di pensare. Oggi più che mai scopo e vocazione della politica è compiere scelte con la capacità di far comprendere a tutti che esse hanno un significato valoriale ed un senso per il benessere dei cittadini. Il fulcro per queste azioni è uno solo e si chiama territorio. Il territorio è il luogo dove le persone abitano, vivono, si relazionano, discutono, si associano, gioiscono, patiscono e protestano; è il luogo dove esse danno senso alle loro vite ed alle istituzioni, un senso che non può essere costruito altrimenti. E' come se dal territorio partisse una linea vitale che oggi, grazie alla tecnologia ed alla facilità di movimento, può spaziare e collegare insieme dimensioni sinora impensate ed aprire i nostri orizzonti su culture e opinioni diverse dalle nostre e spesso ricchissime di opportunità. Se tale linea non ritorna al territorio ed in esso non si rigenera, essa è però destinata a perdersi in uno spazio globale troppo ampio e complesso. Questo la politica deve saper e voler fare: tenere insieme globale e locale, stabilire legami di senso tra quello che accade nel più piccolo territorio, nel più remoto dei luoghi sociali in cui le persone abitano e vivono, e il mondo, di cui quel territorio è parte. Dal Monte Saccarello, all'Isola del Tino, da Genova con i suoi 600.000 abitanti fino a Rondanina e i suoi 80, in ogni comune di una Liguria straordinariamente varia, il PD deve quindi riuscire a valorizzare l'immenso patrimonio di specificità della nostra regione, dando spazio a chi vive e lavora nella comunità e per la comunità, ai mestieri e alle professioni che sono la ricchezza di questo territorio. Per creare una nuova sintonia fra azione politica e vita quotidiana è necessaria una logica di Partito che non si fondi sul richiamo all'obbedienza o sulla forza dell'esposizione mediatica, ma sul sostegno all'autonomia e alla territorialità, coerentemente con un assetto federale del PD che non vale solo dal livello regionale a quello nazionale, ma anche verso le realtà più piccole e perciò più consapevoli dei propri bisogni. Come liguri sappiamo quanto sia importante aprirsi al mondo e alla società, come fa un porto con le navi e le genti di ogni dove. Al tempo stesso, da liguri abituati a vivere su monti e colline, siamo consapevoli che il viaggio, la scoperta e l'accoglienza dell'altro, non possono mai essere pagate con il tradimento delle proprie radici, delle tante storie che ci rendono forti. Sono queste nostre due anime, quella dell'uomo di terra e quella dell'uomo di mare, che vogliamo portare a convivere e rafforzarsi l'una con l'altra nel PD. Per perseguire questo obiettivo il Partito Democratico della Liguria deve imparare a vivere in osmosi con il territorio. Lo strumento per farlo sono i circoli, attraverso i quali il PD si radica nella società. Perché i circoli siamo noi nella società, i nostri occhi, le nostre orecchie e la nostra bocca sul territorio. Il circolo è il punto di riferimento per la comunità di cittadini che sul territorio si riconoscono nel progetto del Partito Democratico e che, in esso, vivono l'impegno politico quotidiano. Al tempo stesso il circolo deve trasformarsi in un interlocutore privilegiato di tutte le realtà - economiche, associative, culturali, religiose o sportive - che si aspettano dalla politica ascolto e risposte ai loro problemi. Proprio il rapporto di prossimità con il territorio, che si alimenta del dialogo costante con la cittadinanza, consente ai circoli di effettuare la selezione delle problematiche locali e di indicare le priorità. Se i circoli svolgono questo compito diventano parte attiva e viva della società in cui operano e rendono vera la spinta del PD all'apertura verso la comunità, una spinta che deve partire dal basso, dai quartieri, dai comuni, da quella parte di territorio che è la principale dimensione in cui si svolge tutti i giorni la nostra vita. I circoli sono poi il luogo in cui comincia la selezione di una classe politica e, per questo, essi debbono saper valorizzare le capacità dei singoli e le risorse - politiche, culturali ed economiche - del partito, assumendosi anche la responsabilità delle proprie scelte e delle proprie iniziative, in un'ottica di autonomia e di sussidiarietà finalizzata a rafforzare il partito, non a dividerlo. Il nostro PD avrà il coraggio di esserci. Sarà un partito aperto a quanti ci vogliono stare e accettare le sue regole, aperto alla società, alle sue istanze e al meglio che essa può offrire. Un partito che si radica sul territorio per i suoi progetti, ancor prima che per i suoi presidi. Rifondiamo il PD sul dialogo, sulla sincerità e sull'apertura. Dobbiamo essere animati dalla logica del proporre e del fare, lasciando da parte quella del chiedere, dell'aspettare e del giudicare. Rifiutiamo sia l'idea di un PD liquido, sia l'opposta idea di un fortino monolitico e gerarchico, che è lo specchio di una paura, e non, come vorremmo, il faro di una speranza. Crediamo nella forza di un partito animato da realismo, che non si considera autosufficiente: il PD non deve essere il partito che ha tutte le verità in tasca, le risposte a tutti i problemi e tutte le donne e gli uomini a disposizione per risolverli. Il PD, al contrario, deve essere un catalizzatore di talenti, un luogo di sintesi e sinergia delle mille voci e dei mille volti che sono la ricchezza della comunità regionale. Un partito che volge lo sguardo a 360 gradi, per coagulare al meglio le idee della società con la partecipazione che solo un partito organizzato può garantire. Vogliamo un PD consapevole che dietro ad ogni iscrizione al partito c'è la conclusione di un cammino di identificazione e l'inizio di un percorso di azione politica e fermamente convinto che la tessera sia la carta d'identità del partito, quell'identità fino ad oggi mancata. E' il momento di costruire il partito su basi culturali, politiche e organizzative forti e il prossimo congresso sarà la nostra ultima occasione per farlo. Per questo, noi, in Liguria come nel resto d'Italia, desideriamo essere orgogliosi di sentirci partito, cioè una libera associazione di cittadini dotata di identità riconoscibile, organizzazione interna, radicamento sociale, luoghi di discussione e partecipazione, nonché di regole liberamente accettate e condivise. Ci riconosciamo, dunque e facciamo nostro quanto è scritto nella mozione "Per il PD e per l'Italia": Noi siamo un partito popolare perché ci rivolgiamo ad un vasto arco sociale, dai ceti meno abbienti, ai ceti produttivi, alle nuove generazioni, e perché decidiamo di essere presenti in ogni luogo con esperienze e linguaggi legati alla vita reale delle persone. Non siamo classisti, non siamo elitari, non siamo populisti perché pensiamo che tutti possano, anzi, debbano ragionare con la propria testa. Noi siamo un partito riformista perché crediamo che l'uomo possa cambiare le cose e che le cose possano essere migliorate. Per questo abitiamo dove abitano le forze progressiste ovunque nel mondo e per questo partecipiamo da protagonisti all'Alleanza fra socialisti e democratici nel Parlamento europeo. Noi siamo un partito dell'uguaglianza secondo l'ispirazione del cattolicesimo democratico e della sinistra democratica e liberale perché crediamo in un mercato aperto e regolato, ma non intendiamo affidare al mercato il controllo di beni essenziali come la salute, l'istruzione e la sicurezza. Noi siamo il partito delle donne e degli uomini perché crediamo che la differenza di genere sia una risorsa per la democrazia e per promuovere lo sviluppo umano. Nel secolo passato è stata una grande forza del cambiamento della società, dal suffragio universale, alle lotte di emancipazione, all'obiettivo delle pari opportunità, dell'autodeterminazione e della libertà di scelta. Con la sua concreta azione riformatrice il PD invera questi principi nell'Italia di oggi e di domani. Noi siamo un partito laico perché rispettiamo le fedi e le convinzioni morali di ciascuno. Siamo convinti che lo Stato sia la casa di tutti e che si debba garantire a tutti libertà di coscienza e di culto e che si debbano tener distinte le convinzioni religiose, filosofiche e morali - nutrimento del cammino esistenziale di molti - dalle leggi che regolano i comportamenti di tutti. Noi siamo il partito dei lavori e dei ceti produttivi. Vogliamo tornare nei luoghi in cui si fatica e si produce, ascoltare chi intraprende e chi rischia in proprio. Vogliamo promuovere una nuova dignità del lavoro contro la rendita e il profitto sganciato dal merito. Vogliamo parlare a chi il lavoro non ce l'ha o convive con insopportabili forme di precariato. Vogliamo contrastare ogni forma di sfruttamento e insicurezza, così come la conservazione corporativa di privilegi e monopoli. Noi siamo il partito dei diritti civili perché crediamo nella dignità, nell'autonomia, nella libertà, nell'uguaglianza di tutte le persone; siamo contrari ad ogni forma di discriminazione e contrari ad uno Stato che tenda a sostituirsi alla libertà e alla responsabilità dell'individuo. Noi siamo un partito ambientalista perché siamo consapevoli che la Terra è una sola. Il rispetto per l'ambiente è il rispetto che dobbiamo alla nostra stessa casa. Non crediamo che sviluppo e ambiente siano fra loro alternativi: al contrario, l'ambiente è una risorsa essenziale per la crescita sostenibile, per l'innovazione e il ripensamento dei modelli di consumo. Noi siamo il partito dei territori e della sussidiarietà. Per noi non c'è un centro che decide e una periferia che obbedisce, ma un equilibrio virtuoso tra i diversi livelli decisionali, sia per quanto attiene alle istituzioni che per il Partito. Noi siamo il partito dei giovani perché scommettiamo sul futuro del nostro Paese stando dalla parte di chi bussa alla porta e non di chi la tiene chiusa. Per restituire ai giovani il desiderio di cambiare il mondo. Noi siamo il partito della conoscenza e dei saperi perché abbiamo fiducia nell'ingegno umano, crediamo che senza sapere non ci sia libertà, consideriamo prezioso il riconoscimento dei meriti dei giovani ricercatori. Ci impegniamo a difendere la libertà della ricerca scientifica e intellettuale, a promuovere l'accesso universale alla conoscenza, a garantire la libera circolazione dei saperi. Noi siamo il partito dei cittadini e del nuovo civismo perché crediamo nella libertà dell'individuo e nelle risorse di una comunità solidale. Ciò trae forza e senso da antiche radici, che oltrepassano largamente le vicende degli ultimi decenni. Radici di emancipazione e di riscatto, di autorganizzazione, di solidarietà e di autonomia che furono premessa vivente delle grandi formazioni politiche popolari all'affacciarsi del secolo scorso. Si formò allora l'idea che prendendo le parti di chi lavora e produce e di chi è più debole e subordinato, sia possibile costruire una società migliore per tutti. Noi quella società vogliamo costruire, non solo immaginare. Questo ci rende democratici e fa del nostro partito il Partito Democratico. Partiamo quindi da questi punti fermi, dall'identità dei democratici italiani, una sola nelle sue linee essenziali, per costruire i caratteri specifici della nostra identità di democratici liguri. Dobbiamo costruire un partito che sappia recuperare lo spirito originario e le migliori caratteristiche dell'Ulivo, la sua capacità di apertura, le sue profonde radici nella società italiana e ligure, l'idea, molto forte in quella stagione, di saldare insieme, in un progetto unitario e innovativo, il meglio delle grandi tradizioni popolari e democratiche che hanno fatto grande il nostro Paese. Vogliamo un partito che, proprio perché forte delle proprie idee e della propria rinnovata classe dirigente, sappia superare ogni tentazione di autosufficienza e sia in grado di far convivere la vocazione maggioritaria, cioè la capacità di parlare a tutta la società, con un nuovo sistema di alleanze ampio, aperto, competitivo e capace di guardare sia alla nostra sinistra, sia al centro, sulla base di un progetto di governo inclusivo. Un partito che sia in grado di tracciare una chiara rotta riformista e che, su queste basi, si pone alla guida di una grande alleanza democratica e riformatrice. Il prossimo anno sarà un anno decisivo per il centrosinistra in Liguria, l'anno delle elezioni regionali. Noi vogliamo arrivarci forti della nostra identità ritrovata, con l'intenzione di sostenere Claudio Burlando nella sfida per una Liguria ancora più forte, più unita e più libera. In questi anni abbiamo lavorato per federare i territori liguri e per dare alla nostra terra quella identità comune che la Liguria non ha mai avuto. Nei prossimi cinque anni vogliamo portare a compimento questo grande progetto, guidando la Liguria oltre la crisi, lungo un sentiero di crescita che abbiamo incominciato a percorrere in questi anni. Vogliamo unire la Liguria e, per farlo, vogliamo candidarci a vincere non solo nelle aree di tradizionale insediamento del centrosinistra, ma anche in quel Ponente Ligure, che non vogliamo lasciare ostaggio di una destra arrogante e della sua rete di padroni e vassalli. E' lì che vogliamo misurare la capacità del Partito Democratico di essere forza di governo. Lì si gioca una delle sfide più importanti delle prossime elezioni; una sfida che noi vogliamo vincere. Oggi dobbiamo partire facendo i conti con una crisi globale, che coinvolge ogni aspetto della vita economica e sociale. Una crisi che chiama non la Liguria, ma il Paese, l'Europa e il mondo a ripensare globalmente il proprio modello di sviluppo. E' richiesto un salto culturale alle classi dirigenti e alla politica; un salto che impegna soprattutto il centrosinistra a dare risposte efficaci ed attuali a un sistema travolto dal fallimento del modello neoliberista. La nostra risposta deve essere riformista e collettiva, perché in grado di coinvolgere tutti i territori e tutti i cittadini in uno sforzo comune. Il centrosinistra, anche in Liguria, può garantire il bene più prezioso durante una crisi: la coesione sociale, l'unità e non l'egoismo, il riconoscimento di nuovi orizzonti e non la conservazione delle rendite di posizione. E' necessario affrontare, con l'iniziativa politica e l'azione amministrativa, gli esiti della crisi in corso, che si fanno sentire nei diversi territori della regione, elaborando un nuovo modello di sviluppo, che riesca innanzitutto ad assicurare lavoro ai liguri, per rendere meno assistita la nostra economia. Per uscire dalla crisi con una prospettiva duratura di crescita e di sviluppo occorre difendere gli insediamenti produttivi esistenti, dare soluzione ai nodi critici dell'economia regionale, sostenere i redditi delle persone che perdono il lavoro e le imprese che si trovano in difficoltà. Sono obiettivi che reclamano il superamento di qualsiasi visione oligarchica o tecnocratica della politica; il lavoro in tutte le sue forme, dipendente, autonomo, d'impresa, è il protagonista di una nuova stagione politica fondata sulla partecipazione e la responsabilità; questo perché diamo valore al nesso profondo tra lavoro, come elemento fondamentale dell'identità personale, e cittadinanza, come elemento fondamentale dell'identità collettiva. Occorre riqualificare la nostra impresa, spingendola sulla strada di una innovazione fondata sulla conoscenza, sul merito e, quindi, sugli investimenti in ricerca e sviluppo. Questa è la strada da percorrere, sia per le piccole e micro imprese, sia per saper sfruttare al meglio le grandi riqualificazioni. Non vi può essere poi alcuno sviluppo per la Liguria prescindendo dal suo sistema portuale, che deve essere capofila di un coordinamento delle regioni mediterranee, facendo leva sulle sue eccellenze di settore. Fare della Liguria la banchina del nord Italia e di una parte importante dell'Europa significa investire in un'idea diversa della logistica, integrata con il basso Piemonte e in grado di sostituire allo spazio la velocità e la certezza degli spostamenti. La centralità del mare come valore imprescindibile del nostro territorio accomuna la portualità ad un altro grande filone di sviluppo della nostra regione: il turismo. Pensiamo ad un mare che non può essere solo dragato o riempito di porticcioli turistici, ma che deve essere reso accessibile e di nuovo in grado di attrarre un turismo di qualità. Il Parco delle Cinque Terre è lo straordinario esempio di un modello che si può e si deve sostenere. Perché non è solo turismo. E' valorizzazione di una cultura, di un modo di occupare lo spazio e di traguardare il tempo sempre guardando al futuro. E' la proiezione di un mondo in cui la città e l'entroterra o la costa trovano un nuovo equilibrio. Queste esperienze non vendono una vetrina ma un modo di vivere, un modo consapevole di abitare il nostro territorio. Partendo da questa idea di sviluppo affrontiamo i diversi temi con i quali il PD ligure è chiamato a confrontarsi. Lavoro e spesa sociale: due temi, un'unica soluzione Dobbiamo dare risposte al mondo del lavoro, cui si accede troppo tardi e senza vere prospettive, dove la precarietà e lo sfruttamento non sono più solo la triste realtà di una generazione che viene derubata del futuro, ma drammi sempre più presenti anche nella vita di molte donne e uomini maturi. Lo dicono i dati, secondo i quali in Liguria il lavoro dipendente a termine è aumentato, nel 2007, del 7% contro lo 0,5% del lavoro a tempo indeterminato; con la crisi del 2008 certo la situazione non è migliorata. La nostra regione patisce ogni giorno un esodo incessante verso altre regioni d'Italia e verso l'estero. Arginare questo esodo prima e avviare un percorso inverso, poi, significa investire nel futuro della nostra regione. Contrastiamo la precarietà intesa come condizione normale del lavoratore e garantiamo tutele nei momenti di passaggio fra diverse occupazioni, attraverso nuovi ammortizzatori sociali, estesi anche al grande mondo del lavoro autonomo. Costruiamo un welfare universalistico, non corporativo e fondato su un nuovo patto tra generazioni, che risponda con adeguate politiche sociali, abitative, formative e del lavoro all'impoverimento di molti strati della nostra popolazione e che promuova pari opportunità per tutti, a partire dagli ultimi. Il sistema di welfare di cui abbiamo bisogno valorizza la compresenza e la sinergia fra pubblico, privato sociale e privato, per generare risorse nuove, destinate a rispondere innanzitutto ai bisogni dei cittadini. Dobbiamo quindi ripensare la nostra spesa sociale, troppo sbilanciata sulla spesa pensionistica, mentre esigue restano le risorse dedicate al sostegno al reddito, alla formazione, anche permanente, alla non autosufficienza. Tali risorse vanno recuperate attraverso il contrasto inesorabile all'evasione fiscale e contributiva e proseguendo gli sforzi per eliminare gli sprechi di denaro pubblico. I caratteri del mercato del lavoro ligure (precarietà, difficoltà a raggiungere gli obiettivi di crescita del tasso di attività delle donne) mettono in evidenza quanto sia necessario, accanto all'innalzamento flessibile e volontario dell'età pensionabile, dare una prospettiva previdenziale dignitosa al lavoro precario e discontinuo, così come ai periodi dedicati al lavoro di cura e alla formazione. La Liguria ha l'indice di vecchiaia più alto del continente. Se in Europa vi sono 100 persone con più di 65 anni ogni 100 ragazzi sotto i 15, in Liguria ne abbiamo quasi 250. Questo dato ci deve far riflettere su come investire le nostre risorse per affrontare le fragilità e la dipendenza che l'invecchiamento porta con sé, dare opportunità di invecchiamento attivo agli anziani che hanno ancora energie e risorse per sé e per la comunità, far crescere la popolazione delle generazioni più giovani, attraverso interventi che rendano davvero effettiva e libera la possibilità di scegliere quanti figli avere ed attraverso una politica dell'immigrazione aperta, inclusiva e rassicurante, sia per i nativi che per i migranti. Affermiamo al tempo stesso che il limite della società ligure non è l'invecchiamento, non sono gli anziani, che anzi sempre più rappresentano una forza attiva nella comunità, ma la crisi della natalità e l'inesorabile riduzione dei giovani, la loro perdita di peso sociale e politico, uno dei peggiori mali di cui soffre l'Italia e la Liguria in particolare. Dobbiamo affrontare il problema di una società con una grande povertà di bambini attraverso politiche a sostegno della natalità, prima delle quali è il sostegno all'occupazione, soprattutto femminile: più le donne lavorano, sentendosi sicure grazie ad un reddito proprio e ad una funzione sociale forte, più scelgono di essere madri, non il contrario. Occorrono decise azioni per conciliare i tempi di vita, per stimolare il servizio offerto dai nidi di infanzia e dai servizi integrativi e per promuovere la realizzazione di infrastrutture urbane a misura di bambine e bambini. La Liguria ha già fatto molto, ma molto di più dovrà fare perché la situazione iniziale è molto critica. Abbiamo oggi una disponibilità di posti negli asili nido per il 27% dei bambini in età 0-3 anni. Non manca molto alla soglia del 33% fissata dall'Unione Europea. Raggiungere questo traguardo è un impegno che ci prendiamo come irrinunciabile, Con questi interventi potremo affermare un'idea di famiglia come comunità di affetti, luogo della solidarietà tra generazioni, dell'autonomia delle persone e della libertà delle donne. La Liguria in questi anni ha fatto molto per rimettere in ordine in conti della sanità, cercando di limitare i tagli e di potenziare i servizi per mantenerne elevata la qualità. Ora che il risanamento è compiuto, occorre migliorare l'offerta sanitaria globalmente intesa, mettendo al centro la persona, il paziente che riceve il servizio, secondo una logica che deve permeare tutta la pubblica amministrazione, da pensare e organizzare privilegiando sempre la prospettiva del cittadino utente. Dobbiamo portare avanti una politica di rinnovamento, rivisitando l'organizzazione sanitaria e privilegiando il merito e la dinamicità. In un'Italia che va verso i costi standard, non ci si può più fermare alla spesa storica o alla media delle prestazioni: si deve puntare all'eccellenza, mettendo a fattor comune le tante buone pratiche nascoste nelle Aziende e negli Ospedali liguri. Riorganizziamo il sistema pubblico, diminuendo organi e strutture, superando il concetto di reparti e dipartimenti divisi per materia, introducendo il concetto di organizzazione per intensità di cura, dove il lavoro d'equipe e l'interdisciplinarietà sono la leva per una presa in carico completa del paziente, che, come persona, deve essere il centro di ogni politica sanitaria. Se non ha senso affidarsi al piccolo ospedale sotto casa, si deve puntare su diffuse piastre ambulatoriali, che eroghino prestazioni su sette giorni in raccordo con i medici di medicina generale e su una residenzialità che sia sostenibile e che veda le strutture pubbliche garanti della qualità dell'assistenza. Occorre infine migliorare l'organizzazione del sistema socio-sanitario, potenziando la regia pubblica e l'offerta di servizi, per dare continuità di cura alle persone dimesse da ospedali e per sostenere le sempre più numerose famiglie che si fanno carico di persone non autosufficienti, siano esse anziane o diversamente abili. La Liguria ha un patrimonio di 140.000 imprese. Un mondo verso il quale il PD deve essere interlocutore attivo e capace di comprendere le particolarità di questa realtà, fatta di grandi aziende di alta qualità tecnologica e di forte innovazione, ma soprattutto di piccole e micro imprese. Credito, sostegno agli investimenti e alle creazione di impresa, innovazione tecnologica, accompagnamento sui nuovi mercati, consolidamento e crescita dimensionale sono i temi che dobbiamo mettere al centro del nostro impegno. Dobbiamo aprire una nuova frontiera per lo sviluppo di impresa attraverso la valorizzazione dell'ambiente, delle eccellenze agro-alimentari, dell'artigianato tradizionale, degli eventi turistici e culturali, dei servizi alla persona e promuovendo la cultura della qualità come tratto distintivo del nostro fare impresa. Gli imprenditori e le imprenditrici, quest'ultime in Liguria un quarto del totale, devono poi sentire forte e chiaro che noi, i democratici, siamo con loro sul fronte dell'innovazione e della competizione di qualità, con tutti i mezzi a nostra disposizione. Sosteniamo i poli tecnologici, i distretti industriali, l'artigianato e il commercio locale. Pronti a vincere la sfida del nuovo millennio: un mondo pulito Non dimentichiamoci mai che una delle grandi scommesse per il mondo, l'Italia e la nostra regione è quella ambientale. Stimoliamo la cultura e l'educazione alla sostenibilità e al consumo consapevole in ogni nostra azione e riorientiamo in direzione della "rivoluzione verde" tutte le politiche regionali: quella energetica, quella edilizia, quella dei trasporti, quella industriale e della ricerca. Abbiamo una grande chanche per dimostrare di aver capito e fatto nostro, una volta per tutte, l'antico detto degli Indiani d'America secondo cui "la nostra terra non ci è stata data in eredità dai nostri genitori, ma in prestito dai nostri figli". La Liguria in questa green revolution può giocare un ruolo importante: ha il sole e il vento per dare energia pulita alle case e alle imprese e queste sono spesso all'avanguardia nel settore e possono trascinare l'economia di interi territori. La Liguria che vogliamo abbatte lo Scheletrone della Palmaria e blocca il cemento e la speculazione con il Piano Paesistico, due importanti e recenti successi di cui siamo orgogliosi. Il PD della Liguria spingerà forte perché si prosegua nel sostegno alle energie rinnovabili, nel contenimento delle emissioni e nella progressiva realizzazione di un ciclo dei rifiuti di alta qualità, che riduca al minimo l'avviamento in discarica, riciclando il massimo possibile, anche grazie a tecniche di raccolta porta a porta. Una mobilità sostenibile e moderna per una regione dinamica La Liguria, complice la complessa orografia, è una delle regioni dove la mobilità condiziona molto le scelte e la qualità della vita. Molti liguri usano il trasporto pubblico e il nodo ferroviario di Genova è uno dei più affollati del Paese. Ma la qualità di questo servizio incide sul diritto alla mobilità, che può essere pienamente esercitato solo se al cittadino vengono garantiti trasporti pubblici efficienti, puntuali, non sovraffollati e puliti. Quando ricorrono queste condizioni diventa più facile esigere dal cittadino la rinuncia al mezzo privato. La Liguria ha quindi bisogno di una pesante "cura del ferro", sia a livello regionale, con la realizzazione di infrastrutture essenziali come il Terzo Valico e il raddoppio della linea ferroviaria a Ponente, sia ripensando il nodo ferroviario genovese, attraverso la realizzazione del Passante, con l'obiettivo di scorporare il servizio pendolari da quello di lunga percorrenza, garantendo investimenti in materiale rotabile moderno, pulizia, puntualità e affidabilità. Il trasporto su gomma, indispensabile per le nostre valli, dovrà essere interconnesso con quello su rotaia, superando una divisione in bacini che non ha più ragione d'essere e puntando sull'interconnessione delle linee a livello regionale. Per realizzare le tante infrastrutture di cui la Liguria ha bisogno, siano esse opere grandi o piccole, occorre trovare il coraggio di superare gli immobilismi di chi sa opporre soltanto dei "no", oppure dei "sì, ma altrove". Il PD dovrà vincere queste resistenze offrendo reali contropartite per il rilancio dei territori che si fanno carico di infrastrutture essenziali per la collettività intera. Anche questa è la democrazia partecipativa, che il PD vuole perseguire: coinvolgere i cittadini nelle scelte importanti che li riguardano, ascoltarli e trovare con loro la soluzione migliore per tenere insieme l'interesse della comunità locale e l'interesse generale. Se non saprem]o avviare opere infrastrutturali di ampio respiro, la Liguria rischierà di soffocare nell'isolamento e perderà quel ruolo strategico del suo sistema portuale, che ha fatto grande la nostra regione e che potrà continuare a farlo, se sapremo adeguare la nostra rete ferroviaria e viaria alle esigenze del XXI secolo. Vincere la sfida della conoscenza valorizzando il merito La Liguria deve trovare nell'economia della conoscenza uno degli ambiti chiave del proprio sviluppo. Puntare sulla brain economy significa mettere al centro della nostra azione l'Università e i Centri di Ricerca: se non rafforzeremo l'Ateneo e i centri di eccellenza non ci sarà spazio per una vera espansione dell'industria della conoscenza. Dobbiamo proporre e sostenere un grande patto delle amministrazioni locali e della Regione con l'Università e gli altri soggetti - IIT, CNR - destinando risorse, spazi, energie alla loro crescita. Mettiamo in rete mercato e talenti, ricerca e imprese, supportando questa relazione con le risorse della Regione, ma soprattutto con la disponibilità a credere nei progetti. E' poi fondamentale aprire le porte della Liguria alle migliori competenze mondiali, fare di questa regione e delle sue imprese un sistema accogliente, perchè anche il cosmopolitismo è un valore economico. La Liguria è vissuta secoli sugli scambi, sul suo andare altrove e sul suo ricevere da ovunque. Quello che un tempo si faceva solo con le navi oggi si fa con il sapere, con la tecnologia che mette in contatto le conoscenze e le esperienze. C'è un mondo nuovo, là fuori: non limitiamoci ad imitarlo, facciamone parte. Per vincere questa sfida occorre affermare il merito come unico criterio di promozione sociale ed affermazione professionale, facendo sistematico ricorso a valutazioni terze ed indipendenti dei risultati conseguiti in ogni campo, anche dalle istituzioni. Riportare il merito dal cielo alla terra è un obiettivo concreto su cui lavorare. La riforma del Titolo V della Costituzione ha attribuito alle Regioni importanti competenze in materia scolastica. Il PD della Liguria si impegnerà affinché esse vengano esercitate senza mai perdere di vista l'obiettivo attorno al quale deve ruotare ogni riforma del mondo della scuola: la centralità assoluta dello studente, la cui istruzione rappresenta il principale investimento sul futuro da parte della collettività. Solo cittadini bene istruiti e che si sono affermati sulla base delle loro capacità, sapranno stare al passo con i tempi e competere ad armi pari sul mercato globale. La scuola è un'Istituzione, la prima istituzione con cui vengono a contatto i nostri bambini e i nostri giovani. Un ragazzo che rispetta la scuola e le sue regole sarà un cittadino che rispetta lo Stato e le sue leggi. Per questo negli operatori della scuola dobbiamo vedere i primi artefici del nostro futuro. Ad essi va il nostro massimo rispetto, né possiamo quindi permetterci, come democratici, di perdere il contatto e il sostegno di un mondo così importante per la costruzione del paese che sogniamo. Grandi poi sono gli spazi per un'azione regionale forte che spinga i nostri figli sulle strade dell'autoeducazione, attraverso l'attività sportiva o musicale o con la partecipazione alle attività delle associazioni socio-educative, i gruppi dove si educa a crescere insieme. Proponiamo alle nuove generazioni occasioni per vivere la cittadinanza attiva, sfruttando al meglio le sinergie fra la scuola e queste realtà educative extrascolastiche; offriamo strumenti ed esperienze, non soltanto nozioni, per fare maturare davvero i nostri giovani. La Liguria ha una politica d'avanguardia nel settore; ma i risultati conseguiti devono essere un forte sprone a darsi nuovi obiettivi, ancora più ambiziosi. Per realizzare i nostri progetti abbiamo bisogno di un partito che sappia far leva sulla sua identità per darsi un'organizzazione che rafforzi la sua vocazione ad aprirsi alla società. Vogliamo quindi un partito delle responsabilità, in cui ognuno si assume le proprie, dal circolo alla segreteria regionale. Crediamo sia fondamentale che queste responsabilità siano indicate con precisione e che siano forniti a chi le assume tutti gli strumenti necessari per esercitarle al meglio. Nella trasparenza del funzionamento e nella condivisione delle scelte fra i diversi livelli del partito riconosciamo la premessa per una partecipazione coinvolgente e responsabilizzante, per la creazione di una vera comunità di democratici. Nelle regole che ci diamo, e che debbono essere precise ma limitate all'essenziale, vediamo il presidio della nostra democrazia interna, consapevoli che la poca organizzazione non è un segno di flessibilità, ma il più forte alleato del personalismo che tanto inquina la politica. Il Partito ha negli iscritti il suo cuore pulsante, da valorizzare e gratificare con un esplicito riconoscimento del loro ruolo, diverso da quello dei semplici elettori delle primarie. E' infatti grazie agli iscritti che il PD esiste sul territorio e parla ai cittadini e quindi anche agli elettori. Abbiamo il dovere di dare vita ad un gruppo dirigente regionale, coeso e innovativo, rappresentativo di tutti i territori, che dovrà assolvere al difficile compito di pensare alla Liguria degli anni a venire, consapevole che la squadra è sempre più forte del singolo, che "la forza del lupo è nel branco". E' fondamentale parlare un linguaggio nuovo ai liguri, con una strategia di comunicazione moderna ed efficace, che riesca a trasmettere gli obiettivi e i risultati dell'azione del partito e delle amministrazioni che governa, creando le basi per un consenso fondato sui fatti e non sulle esternazioni. Il PD della Liguria saprà fare uso dei mezzi di comunicazione del XXI secolo come risorsa per radicarsi maggiormente sul territorio e per avvicinare nuove persone all'impegno politico, facendo in modo che dalla Rete esso passi ai Circoli, alle iniziative e alle Feste, dove vivere davvero il PD insieme a quanti lo portano avanti nel quotidiano. Il Partito Democratico della Liguria assicurerà un progressivo rinnovamento della classe politica in sintonia con la sua vocazione all'apertura, ma senza cadere nella trappola del nuovo a tutti i costi. Sarà un PD pronto ad affidare compiti importanti, nel partito o nelle istituzioni, a quanti abbiano dimostrato capacità, impegno e convinta adesione al progetto del PD, ma indipendentemente dalla loro storia politica o da questioni anagrafiche. Solo chi merita potrà trovare spazio e assumere responsabilità e viceversa. Siamo però convinti che essere aperti non significhi negare l'importanza che la formazione ha, in politica come in ogni campo, per essere pronti a far fronte ad un impegno che richiede esperienza e competenza. Per questo il PD ligure sosterrà percorsi di formazione politica, in particolar modo per i giovani, ai quali l'organizzazione giovanile offre una fondamentale occasione di crescita politica e personale. Il rinnovamento non si improvvisa, non può essere effetto di una apparizione televisiva o di una provocazione più forte delle altre. Il rinnovamento del partito si costruisce passo dopo passo con la presenza quotidiana nei circoli, alle iniziative e alle feste e con un ricambio continuo nelle amministrazioni, assicurato dal limite dei mandati previsto dallo statuto regionale. La credibilità personale in politica è fondamentale e si conquista facendo della propria vita un esempio di ciò che si propone alla comunità. Il PD vuole essere lo spaccato dell'Italia onesta e virtuosa, non di quella viziosa e furbesca. Costruiamo quindi un Partito consapevole che i suoi protagonisti debbono essere i primi ad offrire esempio di sobrietà e di rispetto per la legalità, perché in essi deve rispecchiarsi il Paese migliore. Il Partito Democratico ha l'ambizione di essere un partito serio, nella sua proposta e nei comportamenti dei suoi protagonisti. E' allora importante dire cosa rende serio un partito. Un partito serio è un partito che non litiga, si confronta; che non vuole dentro tutti, perché sa cosa vuole; che esige dai suoi amministratori ed eletti una doverosa e proporzionata contribuzione economica e soprattutto la coerenza di svolgere fino in fondo il proprio mandato. Un partito è serio se è convinto che chi governa lo deve poter fare bene, altrimenti ne trae le conseguenze. In un partito serio tutte le persone sono indispensabili: i militanti, quanto i dirigenti. E' serio il partito che rifiuta le rendite di posizione, i pacchetti di tessere e l'assenza di trasparenza. Che non predica il merito come criterio di promozione sociale, praticando la cooptazione come criterio di promozione politica. La serietà sta anche nel lasciare agli storici lo studio di cosa furono DS e Margherita, PCI e DC, perché il PD non vive di confronti con il passato, ma di progetti per il futuro. Un partito in cui la parola "loro" si riferisca solo alla destra da battere e dove "noi" siamo tutti i democratici, nessuno escluso. Una traccia che diventi sentiero Questo è il senso dell'impegno che ci aspetta per migliorare il nostro Paese e la Liguria, insistendo sul diritto al lavoro e sul welfare, per offrire opportunità assicurando tutela, sul sostegno alle imprese, sulle famiglie e la natalità, sull'accoglienza verso chi viene da altri paesi, sugli anziani come risorsa per la collettività. Così daremo una prospettiva di crescita vera ad una società che dovrà essere fondata sul merito e la conoscenza e che avrà in una pubblica amministrazione efficiente un alleato sicuro e nella scuola la prima garanzia del proprio futuro. Quella descritta è solo la traccia del percorso che intendiamo portare avanti nei prossimi anni in Liguria. Scrisse nei tempi antichi il filosofo cinese Mencio che "una traccia nei monti, se usata, diventa in breve tempo un sentiero, ma, se non viene utilizzata, viene ostruita dalle sterpaglie in un tempo altrettanto breve". Il nostro auspicio è che questa traccia sia usata più e più volte da tanti democratici, desiderosi di portare contributi e suggerimenti che la arricchiscano e la rendano sempre più condivisa, in modo che da traccia essa possa diventare il sentiero verso il rilancio del PD regionale e di tutta la Liguria.Un partito dei territori e delle comunità liguri
Un partito di tutti i liguri
Un Partito dei Circoli
Un partito catalizzatore, né liquido, né monolitico
Basta ambiguità: un partito riconoscibile
Democratici liguri
Democratici per la Liguria
Il domani è nei volti dei nostri bambini: il nostro compito sostenere le famiglie
La salute: un diritto universale a tutela regionale
Piccole imprese di grande qualità
Il primo e più sicuro degli investimenti nel domani: la scuola
Il partito: mezzo, mai fine
Un partito sobrio e serio
Facciamolo insieme con passione, competenza e coraggio.
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| [Sintesi Mozione Lorenzo Basso] | 238 Kb |
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