L'Italia di chi lavora, degli onesti, della Costituzione. Oggi siamo noi questa Italia
L'intervento del segretario del Pd Liguria Lorenzo Basso all'apertura nazionale della campagna elettorale del PD per le regionali Parte da Genova e dalla Liguria la campagna elettorale del PD per le prossime regionali.
Sabato 6 marzo, un sabato pomeriggio freddo e piovoso, ma per nulla uggioso. Perché al Vaillant Palace di Genova, per salutare il segretario nazionale Pierluigi Bersani, sono arrivati in tanti. All'incirca 4mila. Sono arrivati coi treni, i pullman, la macchina. Da tutta la Regione. Sono arrivati per dire che c'è un'altra Italia e un'altra Liguria che crede nel rispetto delle regole e della democrazia.
"La scelta del PD di iniziare da qui la campagna elettorale nazionale - interviene il segretario regionale del PD Liguria Lorenzo Basso - ci onora e ci carica di una grossa responsabilità. Da qui partiamo per tornare al Governo del Paese. Ci aspettano elezioni regionali che mai come ora hanno avuto un valore nazionale, perché sono in gioco le regole stesse della democrazia. La disperata decisione del Governo di salvare le proprie liste è l'ennesimo atto di prevaricazione e arroganza. A questa arroganza noi rispondiamo: "Sì al rispetto delle regole, no ai trucchi".
Il 28 e 29 marzo i cittadini liguri saranno chiamati a scegliere non solo fra due candidati presidenti, ma fra due visioni della società.
"Perché ci sono due Italie, come ci sono due Ligurie - spiega il segretario - . Da una parte una Liguria piccola, arroccata nella difesa di antichi privilegi, che attende immobile i favori del politico locale con influenze romane.
Dall'altra parte c'è la nostra Liguria, che accetta le sfide del tempo, solidale e generosa, forte del suo passato per progettare il futuro e capace di esprimere una propria visione politica. Questa è la Liguria che il Pd vuole continuare a costruire con il nostro presidente, con Claudio Burlando. All'elogio del mugugno di Biasotti, alle sue parole d'ordine, vecchie di dieci anni e già bocciate nel 2005, noi opponiamo i risultati di questi cinque anni di buona amministrazione".
A cominciare dagli interventi per attenuare gli effetti della crisi economica sui cittadini e le imprese attraverso gli amortizzatori sociali, il sostegno alle piccole imprese e a realtà come Ferrania, Piaggio, Ilva e San Giorgio. E ancora il risanamento, senza aumentare le tasse e mantenendo i servizi, del deficit lasciato da Biasotti nella sanità. Mentre sul piano della formazione le borse di studio garantite a tutti quelli che ne avevano diritto. E nel sociale l'aumento dei posti negli asili nido e l'istituzione, Liguria prima Regione in Italia, del Fondo per la non autosufficienza.
Fatti concreti come concrete sono le proposte del PD contenute nel programma per le regionali, elaborato attraverso una serie di seminari molto partecipati.
"Un programma di sviluppo e solidarietà che mette al centro la persona - commenta Lorenzo Basso - , attorno al quale abbiamo trovato un'ampia intesa in una coalizione laboratorio dell'alleanza che potrà portarci a vincere in Italia, scalzando via una destra dei cui danni il Paese è stanco".
Il riferimento corre subito a Umberto Bossi che ha scelto di tenere in contemporanea all'evento del Pd un comizio prima a Sampierdarena e poi a Sestri Ponente.
"Umberto Bossi e la Lega sono nei quartieri della Resistenza e del lavoro a spargere divisione: lavoratori contro lavoratori, italiani contro stranieri, nord contro sud - prosegue Basso - . Ma noi italiani non ci faremo dividere. La nostra responsabilità è quella di dare risposte reali e non demagogiche per superare le disuguaglianze sociali, nell'accesso ai diritti, ai servizi, alle opportunità".
Disuguaglianze alimentate da comportamenti ingiusti. I comportamenti dell'Italia dei furbi le cui gesta hanno riempito le cronache dei giornali e i fascicoli dei magistrati.
"La questione morale è una questione irrisolta , è la stessa per cui si levò alto, molti anni fa, il richiamo di Enrico Berlinguer - ricorda il segretario ligure del PD - . Noi rivendichiamo una diversità profonda dalla destra per tutto ciò che riguarda il senso dello Stato, il rispetto delle Istituzioni, la questione morale. Non potremo mai piegarci a tollerare gli incessanti attacchi al Capo dello Stato, alla magistratura, alla stampa libera. Non potremo mai accettare che in questo paese valgano le regole dei furbi. Lo ribadiamo oggi con forza ancora maggiore, nel giorno in cui il Governo condona i propri errori con trucchi vergognosi. Per questo qui in Liguria, a differenza del centrodestra, abbiamo presentato liste pulite. I liguri non troveranno tra i nostri candidati né condannati né inquisiti".Tre settimane ci separano dalle elezioni regionali, tre settimane di campagna elettorale dura e decisiva. In cui il Partito Democratico saprà dimostrare il proprio valore aggiunto nel fare politica tra la gente.
"Porteremo ancora una volta le proposte del Pd nei luoghi di lavoro, in famiglia, nelle associazioni, fra gli amici. L'impegno di ciascuno di noi sarà la più potente risposta alla demagogia e all'indifferenza della destra - spiega Lorenzo Basso - . Dimostreremo sul campo cosa significhi vivere la politica per passione e con convinzione, con rigore ed altruismo. Questi sono i nostri valori, questa è la carta su cui scriviamo la nostra azione politica. Teresio Olivelli, partigiano cattolico, poco prima di morire deportato in Germania, ci lasciò in eredità l'auspicio di un'Italia severa e generosa. Noi, oggi, affrontiamo le elezioni che abbiamo davanti per affermare che un'Italia severa, giusta e generosa esiste ed è viva nel Paese".
L'Italia di chi lavora. L'Italia degli onesti. L'Italia della Costituzione.
"E noi oggi siamo quest'Italia" conclude Lorenzo Basso, segretario regionale PD Liguria.
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