La normalità di una società sempre più multietnica e multiculturale
Lettera del segretario regionale del PD Liguria, Lorenzo Basso, sullo sciopero degli immigrati del 1° marzo
L'Italia negli ultimi anni è cambiata. Da paese di emigrazione siamo diventati meta di milioni di persone; donne e uomini che, come fecero i nostri padri e i nostri nonni, hanno cercato nella migrazione un fattore di speranza e riscatto da un presente senza futuro.
I figli di questo cambiamento epocale per il nostro Paese vivono oggi insieme a noi, tra i banchi di scuola, nei luoghi di lavoro, nelle case ad accudire i nostri anziani e i nostri bambini, le persone che più ci sono care.
Con loro una nuova generazione di cittadini cresce nella normalità di una società sempre più multietnica e multiculturale, che deve poter trovare nella Costituzione e nei suoi valori i diritti e i doveri di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale.
Purtroppo da anni le politiche discriminatorie - quando non apertamente razziste - di alcuni partiti oggi al governo hanno dato un’interpretazione vessatoria e di sfruttamento all'immigrazione in Italia. Una posizione ideologica e antistorica, che, basandosi sulla paura, da un lato non aiuta a contrastare i fenomeni illegali pur presenti, dall’altro va a colpire maggiormente chi una vita di lavoro e rispetto delle leggi italiane già la persegue.
In questo clima di razzismo sempre crescente, nel novembre 2009, quattro donne - Stefania Ragusa, Nelly Diop, Daimarely Quinterno e Cristina Seynabou Sebastiani - cogliendo l'esempio francese de “La journée sans immigrés: 24h sans nous” hanno deciso di organizzare, anche in Italia, un giorno di sciopero degli stranieri, il primo marzo 2010. Sarà una giornata senza chi, quotidianamente, dà un apporto economico, sociale e culturale sempre più grande alla vita dell'Italia e della Liguria.
In pochi mesi questa iniziativa, nata dalla rete come sempre più spesso accade nell'Italia del nuovo millennio, si è diffusa in oltre cinquanta città italiane, con comitati locali spontanei. Anche in Liguria, gruppi di cittadini italiani e migranti, hanno voluto dare il loro contributo di idee e passione alla costruzione del percorso verso il primo marzo.
I comitati sono nati meticci, con italiani e stranieri insieme, associazioni e singoli cittadini, comitati di quartiere e ONG, organizzazioni cristiane, musulmane e di altre confessioni.
Anche la politica ha appoggiato l’iniziativa, con partiti, parlamentari, eletti nelle Regioni e negli enti locali. Molti di essi sono del Partito Democratico che, convintamente, nei suoi livelli locali e nazionali, ha aderito alla manifestazione del primo marzo, perchè queste sono le occasioni alle quali un grande partito popolare - quale il nostro - fondato sul lavoro e i diritti, non può mancare, tra i cittadini vecchi e nuovi che si battono per i diritti di tutti e per la dignità di un futuro migliore.
Per questo invito tutti voi a partecipare il primo marzo, dalle ore 18 alla Commenda di Prè a Genova, alla manifestazione indetta dal Comitato primo marzo, indossando qualcosa di giallo, il colore scelto dagli organizzatori a simboleggiare un cambiamento e una speranza per la nostra democrazia.
Lorenzo Basso
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